La Ricerca è Vita: firma la lettera alla Commissione europea per garantire il progresso scientifico e la tutela della salute in Italia

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Saranno resi pubblici sul sito di Research4Life esclusivamente:

  • nel caso della sottoscrizione come Ente, il nome dell'Ente stesso;
  • nel caso della sottoscrizione come Individuo, la qualifica ricoperta (Professore, Ricercatore, Cittadino etc)

Qualunque altro dato fornito al momento della registrazione, relativo sia agli Enti che agli Individui firmatari non verrà pubblicato sul sito ma conservato in luogo sicuro e privato dal Responsabile dei dati indicato nella Privacy. L'indirizzo e-mail degli Individui verrà utilizzato solo per la convalida della firma. Il nome e il cognome di coloro che provvederanno a sottoscrivere la lettera verranno riportati esclusivamente nel fascicolo delle firme che verrà presentato alla Commissione europea.

Per la convalida della firma degli Enti un sistema automatico restituirà, all’indirizzo mail indicato dall’Ente stesso, il form per la sottoscrizione compilato e corredato della dichiarazione di adesione alla call to action: il documento dovrà essere restituito a Research4Life su carta intestata.

Sei il rappresentante di un Ente e vuoi che questo sia un sostenitore o un patrocinante di Research4Life? Scrivi a info@reasearch4life.it per sapere come puoi aderire.

Alla cortese attenzione di

Karmenu Vella

Commissario all’Ambiente

Daniel Calleja Crespo

Direttore Generale DG Ambiente

Commissione europea

OGGETTO: Recepimento italiano della Direttiva n. 63/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici

La direttiva 63/2010/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici ha sostituito la precedente direttiva 86/609/CEE, che aveva lo scopo di eliminare le disparità tra le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o altri fini scientifici, in quanto di ostacolo al funzionamento del mercato interno.

La direttiva europea è stata correttamente recepita nella maggioranza degli Stati Membri, ma non in Italia.

Questa, attenendosi ai principi e ai criteri stabiliti dalla Legge di delegazione europea 2013, ha inteso uniformarsi all’ordinamento UE con il decreto legislativo n. 26/2014, che detta tuttavia una disciplina molto più restrittiva della direttiva che ha inteso recepire.

Il divieto dell’uso di animali per le ricerche sugli xenotrapianti e sulle sostanze d’abuso

Il decreto legislativo n. 26/2014 vieta l’utilizzo di animali per gli xenotrapianti (art.5, comma 2, lettera d), molto utilizzati per terapie sperimentali per patologie molto gravi, tanto da essere considerati una tecnica di routine in qualsiasi laboratorio di ricerca biomedica.

A causa di questa previsione verrebbe impedita la prosecuzione delle ricerche finalizzate alla generazione di organi perfettamente compatibili con l’organismo ricevente (umano) da destinare quindi ai trapianti di organi nell’uomo, a partire dall’inserimento mediante iniezione di cellule staminali indotte in un animale ospite e si impedirebbe la produzione di valvole cardiache biologiche derivate da maiale, bloccando le cure delle stenosi aortiche e delle valvole cardiache danneggiate.

Si verificheranno così circostanze estremamente dannose, sia per il progresso della ricerca che per il soddisfacimento delle istanze dei pazienti.

Il divieto di utilizzo di animali per le ricerche su sostanze d’abuso (art.5, comma 2, lettera e) causerà invece la conclusione di qualsiasi ricerca volta ad indagare i meccanismi di azione di tali sostanze, le quali stanno diventando sempre più diffuse, con effetti devastanti, in termini di danni permanenti (ad esempio, la sindrome da astinenza neonatale, causata dall’utilizzo di sostanze stupefacenti/farmaci durante la gravidanza). Più in generale, sarà messa in pericolo la ricerca sui disturbi alimentari, quali la bulimia e l’anoressia.

La moratoria di tre anni introdotta dal decreto legislativo n. 26/2014 per l’entrata in vigore dei suddetti divieti (art. 42 comma 1), pur consentendo la prosecuzione delle attività di ricerca fino al 31 dicembre 2016, pregiudica sin da ora la possibilità di accedere a bandi e finanziamenti europei (sui temi oggetto di divieto) e riduce, di conseguenza, la capacità di ricerca dell’Italia nei consessi internazionali.

Il divieto di utilizzo di animali nei corsi universitari

Il decreto legislativo n. 26/2014 proibisce l’utilizzo degli animali nelle attività di formazione universitaria, ad eccezione di quella di medici e medici veterinari (art.5,comma 2, lettera f). Gran parte degli esperimenti nei laboratori viene eseguita però da biologi, farmacisti, biotecnologi, a cui verrà negata una adeguata formazione durante gli studi universitari. Il decreto legislativo pregiudica così la formazione pratica di buona parte dei futuri ricercatori italiani, ponendoli in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ai colleghi di altri Stati Membri che possono usufruire di una maggiore preparazione, e che avranno quindi maggiori e migliori opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro e della ricerca.

Il divieto di allevamento di cani, gatti e primati non umani

Il decreto legislativo n. 26/2014 vieta l’allevamento di cani, gatti e primati non umani, non prevedendo tuttavia il divieto di loro utilizzo sul territorio italiano (art.10, comma 5). L’applicazione della norma comporterà la chiusura di tutti i centri di allevamento presenti in Italia – molti dei quali connessi ad attività accademiche – e la necessità di acquisto dall’estero degli animali da utilizzare negli esperimenti. Si verificheranno così deterioramenti nel trattamento degli animali, costretti a incorrere in lunghi e stressanti viaggi per il trasporto nei centri di ricerca italiani, e verranno sostenuti alti costi di trasporto.

Conclusioni

Gli Stati membri in fase di recepimento della direttiva sono chiamati ad adottare uno standard elevato di tutela degli animali, ma commisurato allo scopo dell’atto, che è di correggere le distorsioni del mercato interno dovute alla disparità tra le legislazioni nazionali. La legislazione deve quindi assicurare il giusto contemperamento tra due opposte esigenze, la protezione degli animali da esperimento e la necessità di garantire uguali condizioni tra le imprese e gli enti di ricerca degli Stati membri al fine dello sviluppo di sostanze o prodotti da immettere e far circolare liberamente nel mercato interno.

Se la libertà di circolazione di merci, servizi, persone e capitali nel territorio degli Stati membri, così come la libertà di concorrenza leale tra le imprese stabilite nel territorio dell’Unione, sono principi fondamentali dell’ordinamento giuridico UE, il decreto legislativo n. 26/2014 va contro tali principi, mina la formazione di intere categorie di futuri scienziati e crea una serie di condizioni che mettono seriamente a rischio il futuro della ricerca italiana rispetto agli altri Paesi europei.

Consapevoli delle difficoltà di trovare un equilibrio tra istanze diverse e talora contrapposte, mostriamo apprezzamento per il proficuo lavoro svolto a livello europeo, che ha portato all’approvazione della direttiva 63/2010/UE.

Convinti dell’importanza di non vanificare quanto la ricerca scientifica ha ottenuto fino ad oggi e quanto ancora può ottenere, siamo qui a rappresentare le preoccupazioni del settore della Ricerca italiana e chiediamo alla Commissione europea di valutare attentamente la normativa nazionale, affinché questa venga uniformata a quella dell’Unione.

 

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Enti Firmatari totali: 38
DENOMINAZIONE ENTE
La denominazione degli Enti firmatari viene pubblicata al momento del ricevimento del documento di adesione firmato
SIVAL Società italiana veterinari animali da laboratorio
A.R.D.I. ass.ricerca diabete Italia
GRUPPO FAMILIARI BETA-SARCOGLICANOPATIE ONLUS
OLIVARI SRL
2B - 2BIOLOGICAL INSTRUMENTS
ASSOCIAZIONE ITALIANA MALATI DI ALCAPTONURIA - aimAKU
University of Siena
Angsa Veneto onlus
Anffas onlus Sondrio
ANFFAS-ONLUS CORIGLIANO
ANFFAS BRESCIA ONLUS
ANFFAS ONLUS PUGLIA
CRABCC Srl
Dipartimento di fisiologia e farmacologia. Università sapienza
Università di cagliari
Anffas Trentino Onlus
Fondazione Telethon
Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA)
Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani
AIRP ASSOCIAZIONE ITALIANA RENE POLICISTICO onlus
Fondazione Istituto Nazionale di Genetica Molecolare - INGM "Romeo ed Enrica Inverizzi"
ProRett Ricerca Onlus
IFOM - Istituto FIRC di Oncologia Molecolare
Università Degli Studi di Milano
L'albero di Greta Onlus
Ospedale San Raffaele S.R.L.
IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri"
UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Pro-Test Italia
Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri - Pistoia
Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri - Carrara
assobiotec
Tai Associazione Thalidomidici italiani Onlus
Istituto Ricerche Biomediche A. Marxer S.P.A.
UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare onlus
Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri - Siena
FNOMCeO
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Individui Firmatari totali: 3386
Qualifica Totale
Altro 341
Cittadino 678
Giornalista 12
Operatore sanitario 124
Paziente 21
post-doc 1
Professore universitario 281
Ricercatore privato 501
Ricercatore pubblico 514
Studente 912
Vice Direttore Scientifico 1
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