SPERIMENTAZIONE SUI TOPI

Stefano Biffo – Program Leader dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare – ha scritto per noi questo articolo, che ha successivamente sintetizzato nel video qui sotto. Research4Life lo ringrazia per il contributo.

Il topo è diventato un modello sperimentale per la ricerca biomedica. Sul topo sono stati messi a punto esperimenti importanti per lo studio dei meccanismi molecolari, attraverso l’ingegneria genetica. Questi esperimenti sono stati alla base del progresso nella medicina. Per questo motivo la ricerca sul topo è un primo passo nella ricerca biomedica. In termini personali, posso dire che in 30 anni di ricerca almeno uno degli studi più importanti che ho condotto – sui tumori –  è stato usando il topo. Senza l’utilizzo del topo sarebbe stato impossibile scoprire a cosa serviva una proteina che domani potrebbe diventare un bersaglio farmacologico. Ribadisco, impossibile.

Un topo in laboratorio è costoso. In sintesi, la pressione sui costi fa sì che un laboratorio medio tenga un numero minimo di topi, strettamente necessario allo studio di fenomeni che non sono altresì studiabili con altri modelli.

Oggigiorno per poter fare un esperimento su un topo è necessario avere una autorizzazione ministeriale. Al ricercatore viene imposta una pianificazione dell’esperimento che utilizza il topo, considerando aspetti fondamentali, quali la sofferenza del topo stesso, la numerosità, il beneficio effettivo della ricerca. Tutto questo è positivo, ha generato esperimenti migliori. L’aspetto negativo però esiste, il laureato biologo spesso oggi non ha studiato la “vita” di un organismo, ma un derivato semplificato della stessa, come le cellule, e si illude, profondamente a torto, che siano la stessa cosa.

Al ricercatore che oggi vuole fare una sperimentazione sui topi viene richiesto di definire con precisione la numerosità di un esperimento con i parametri che ha deciso qualcuno in un ufficio. In una specie che ha generazioni multiple in un anno, che può fare dai tre ai dodici piccoli viene chiesto di stabilire con precisione quanti topi verranno generati in 3-5 anni. In altri termini, vengono applicati ad un fenomeno biologico calcoli astratti. I ricercatori devono investire settimane di lavoro per disegnare protocolli sperimentali che prevedano con precisione minuziosa causa ed effetto e che possono essere obsoleti dopo il primo esperimento perché le cose, in biologia, non vanno come le pianifichiamo.

Io credo che sia corretto avere vincoli legislativi che nascano da considerazioni etiche, per cui ben venga tutto ciò che ci rende più umani. Ma ritengo anche che sia inaccettabile creare un mondo di carta che non raffiguri in maniera corretta la realtà, cosa che spesso accade nel nostro Paese e non ha eguali in Europa. La scienza può ammettere vincoli etici ma non piani di studio teorici.

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