Come si racconta la sperimentazione animale senza semplificazioni? È l’obiettivo di 500 giorni insieme – Oltre la sperimentazione animale, il podcast vincitore dell’ART SciComm Award, il premio con cui Animal Research Tomorrow sostiene giovani comunicatori e comunicatrici impegnati nella divulgazione scientifica: ne abbiamo parlato con l’autrice
Una buona scienza deve essere accompagnata da una buona comunicazione: è su questo principio che sono nati gli ART Award, con cui l’associazione Animal Research Tomorrow sostiene giovani ricercatrici, ricercatori, comunicatrici e comunicatori scientifici impegnati a sviluppare progetti per raccontare la sperimentazione animale e sviluppare una ricerca innovativa basata sul principio delle 3R.
Qualche anno fa avevamo ne avevamo parlato in un’intervista con il presidente di ART, Rolf Zeller, che ci aveva raccontato la nascita di questi premi e l’obiettivo di costruire una comunità internazionale di giovani professionisti capaci di contribuire sia al progresso delle 3R sia a un dialogo più informato con il pubblico. Oggi torniamo a parlare di ART dando voce a uno dei progetti premiati con l’ART SciComm Award 2026.
500 giorni insieme – Oltre la sperimentazione animale è un podcast che nasce dall’esperienza diretta dell’autrice nella ricerca in neurobiologia e affronta il tema della sperimentazione animale attraverso le prospettive di ricercatori, bioeticisti, esperti di metodi alternativi e rappresentanti del mondo della tutela animale. L’obiettivo è raccontare la complessità di questo ambito senza semplificazioni né contrapposizioni, creando uno spazio di dialogo informato tra scienza e società. Ne abbiamo parlato con Francesca Radicioni, comunicatrice scientifica e vincitrice dell’ART SciComm 2026.
Da cosa parte il tuo progetto e qual è il significato del titolo?
500 giorni insieme – Oltre la sperimentazione animale nasce da un’esperienza personale e professionale. Durante il mio percorso di ricerca in neurobiologia ho lavorato per circa 500 giorni con i topi, più o meno la durata media della loro vita. Quel periodo mi ha permesso di conoscere da vicino le responsabilità della ricerca, ma anche i conflitti interiori che accompagnano chi lavora ogni giorno con i modelli animali. Soprattutto, mi ha fatto capire quanto sia difficile comunicare un tema così delicato senza cadere in semplificazioni o contrapposizioni.
Da questa consapevolezza è nato il desiderio di raccontare questo mondo. Durante il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA quel desiderio ha preso forma e ha trovato nel podcast il mezzo più adatto per esprimersi. In ogni episodio esploro il delicato equilibrio tra necessità scientifica, responsabilità etica e sviluppo dei metodi alternativi, dando voce a ricercatori, esperti, bioeticisti e rappresentanti del mondo della tutela animale. Attraverso queste prospettive, insieme alla mia esperienza in neurobiologia e alla mia formazione come divulgatrice scientifica, vorrei contribuire a
raccontare la sperimentazione animale al di fuori di schemi, pregiudizi e false convinzioni.
Il titolo, ispirato alla traduzione italiana del film 500 Days of Summer, ha un doppio significato: richiama i circa 500 giorni che ho trascorso in laboratorio, ma anche la durata media della vita di un topo da laboratorio.
In cosa consiste il progetto?
Il progetto consiste in una serie podcast di sei episodi che affronta il tema della sperimentazione animale attraverso prospettive diverse. Il linguaggio è accessibile ma rigoroso, con l’obiettivo di rendere comprensibili temi lontani dal linguaggio comune (come il principio delle 3R, le New Approach Methodologies o NAMs, o la normativa europea) senza rinunciare alla precisione scientifica. Ogni episodio affronta una domanda che considero fondamentale per comprendere il tema: dalla possibilità di una ricerca senza animali ai limiti degli attuali metodi alternativi, dal quadro normativo alle implicazioni etiche della sperimentazione. Attraverso interviste a esperte ed esperti di bioetica, delle norme legislative ma anche a tutto il personale che si interfaccia con i diversi aspetti della sperimentazione ogni giorno per lavoro o per attivismo, il podcast esplora l’intersezione tra necessità scientifica, benessere animale, innovazione tecnologica e percezione pubblica della scienza.
Il progetto vuole creare uno spazio di dialogo informato, capace di promuovere comprensione, trasparenza ed empatia attorno a un tema che troppo spesso viene raccontato come polarizzato.
Perché la scelta di realizzarlo come podcast?
Ho scelto il podcast perché oggi è uno dei mezzi più accessibili e utilizzati per informarsi. È un formato che permette di dedicare tempo all’ascolto e alla riflessione, qualità fondamentali quando si affronta un tema come la sperimentazione animale. A differenza di altri linguaggi, il podcast lascia spazio alle sfumature. Permette di ascoltare direttamente le voci dei protagonisti, coglierne i dubbi, le esperienze e le riflessioni, senza ridurre tutto a poche battute o a posizioni contrapposte.
Il mio obiettivo è accompagnare chi ascolta all’interno di questo mondo, mettendo in dialogo la necessità della ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dei metodi alternativi e il modo in cui la società percepisce questi temi. Credo che l’audio sia il mezzo più adatto per costruire questo dialogo con rigore scientifico, ma anche con empatia.
Quali sono gli aspetti più difficili, secondo te, nel raccontare la sperimentazione animale?
La sperimentazione animale non riguarda solo la scienza. Parla anche di etica, di emozioni, di sensibilità personali e del rapporto che abbiamo con gli altri animali. È inevitabile che susciti opinioni molto diverse tra loro.
Proprio per questo credo che il rischio maggiore sia raccontarla come uno scontro tra due posizioni opposte. La realtà, invece, è molto più sfumata e articolata. Esistono domande scientifiche, limiti tecnologici, responsabilità etiche e persone che ogni giorno si confrontano con decisioni difficili.
Penso che il compito della comunicazione scientifica non sia quello di semplificare o convincere, bensì di rendere il dibattito pubblico più accessibile e consapevole.
Significa spiegare perché oggi i modelli animali sono ancora utilizzati in molti ambiti della ricerca, raccontare il lavoro che si sta facendo per sviluppare metodi alternativi e accettare che alcune domande non abbiano risposte immediate. Solo così possiamo costruire un dialogo basato sulla conoscenza, anziché sulla contrapposizione.
Quando pensi potrai realizzare il podcast e dove sarà disponibile?
Il primo episodio è stato realizzato come prodotto finale del Master in comunicazione della scienza “Franco Prattico” della SISSA ed è stato presentato durante la discussione finale del corso, nel marzo 2026. Grazie all’ART SciComm Award potrò completare la produzione delle puntate successive, realizzare nuove interviste e visitare centri di ricerca in Italia e all’estero per arricchire il racconto.
L’obiettivo è pubblicare l’intera serie entro maggio 2027. Il podcast sarà disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme di ascolto, come Spotify, Apple Podcasts, e sarà accompagnato da attività di divulgazione e incontri pubblici per favorire il dialogo sul tema.
