Comunicare la sperimentazione animale è una sfida complessa ma necessaria. È da questa esigenza che nasce la partecipazione di Research4Life ad AIRCampus, progetto di divulgazione scientifica dedicato a studenti universitari, dove il tema entra come parte essenziale del percorso che conduce dalla ricerca di base alla pratica clinica
Ripetiamo spessissimo quanto sia fondamentale la comunicazione sulla sperimentazione animale. Fondamentale perché solo conoscendo questa realtà (in termini di metodi, numeri, limiti e punti di forza) è possibile instaurare un dialogo costruttivo, che sia con altre persone del mondo della ricerca o con persone del mondo politico e con la cittadinanza. A sua volta, questo dialogo è la base per decisioni che invece di basarsi su dogmi e ideologie si basano su informazioni concrete e oneste.
Per questo, come Research4Life, cerchiamo quanto più possibile di prestare attenzione e presenza sui temi della comunicazione. Ne è un esempio la partecipazione ad AIRCampus, un progetto di divulgazione scientifica di Fondazione AIRC rivolto a studenti universitari. Nato ormai dieci anni fa, il progetto ha come focus i tumori: perché allora portare anche qui i temi della sperimentazione animale?
Intanto, cos’è AIRCampus
Il progetto AIRCampus è oggi ospite di 15 università italiane e propone diversi formati: quello “classico” prevede seminari in aula, cui il/la docente può eventualmente scegliere di abbinare altre attività. I contenuti vogliono calarsi nella formazione, per cui sono scelti ed elaborati con i docenti in modo che rispondano alle esigenze degli specifici corsi di studio, anche in termini di calendarizzazione.
«Questo è un progetto tanto di divulgazione quanto di missione. L’idea non è infatti solo far conoscere il cancro come problema sanitario e di ricerca biomedica, ma anche nelle diverse sfere della vita che influenza», spiega Elisa Mosconi, responsabile di AIRCampus. «I tumori hanno infatti diversi risvolti sociali, economici e personali – basta pensare all’impatto psicologico che possono avere su una persona che riceve una diagnosi e sui suoi familiari. Vogliamo quindi cercare di intercettare studenti di discipline differenti proponendo contributi mirati e d’interesse».
Perché la sperimentazione animale tra i temi
Ecco allora perché parlare anche di sperimentazione animale: di fatto, un retroscena essenziale di tutta la ricerca biomedica sul cancro, un lungo percorso necessario prima di arrivare al mondo clinico dei pazienti con un tumore. «Si tratta di una tematica che ci è stata richiesta in modo esplicito da diversi docenti e fortemente sollecitata soprattutto per i corsi di studio di medicina, biologia e biotecnologie. E rimane tale, sia perché nel tempo i docenti consolidano la relazione con il relatore, sia perché si tratta di un tema trasversale, che permette di coinvolgere più materie d’insegnamento e costruire momenti di riflessione condivisa», continua Mosconi.
A parlarne per AIRCampus è Giuliano Grignaschi, portavoce di Research4Life, spesso affiancato da un ricercatore o una ricercatrice che porta in aula la sua specifica attività di ricerca, mostrando quindi nel concreto il ruolo del modello animale. «AIRCampus è nel suo insieme un’iniziativa preziosa, perché consente di mettere a disposizione di studenti e atenei competenze specifiche che possono mancare nel corso di studio, e consentire così una formazione più completa», commenta Grignaschi. «Che offra l’opportunità di fare informazione e divulgazione sulla sperimentazione animale, declinata nel contesto della ricerca sui tumori, ne è un esempio. Gli animali hanno tutt’oggi un ruolo fondamentale in molti di questi studi e allo stesso tempo i metodi alternativi danno un contributo sempre più sostanziale, eppure non sempre nei corsi di laurea c’è modo e spazio per trattare questi temi insieme complessi e importanti. Per noi AIRCampus è quindi uno spazio di enorme valore per parlarne con studenti che, nel loro futuro, potranno trovarsi a lavorare con gli uni e con gli altri, oppure che, per esempio nel caso dei medici, dovranno affrontare la pratica clinica con la consapevolezza del percorso di ricerca che l’ha permessa».
O, come conclude Cristiano Bertolucci, professore di zoologia dell’Università di Ferrara, che ci ha lasciato la sua testimonianza: «Nel percorso di formazione di un biologo moderno è importante affrontare in modo critico il tema della sperimentazione animale. Gli incontri proposti hanno sempre suscitato grande interesse tra gli studenti, desiderosi di comprendere meglio in quali ambiti venga utilizzata la sperimentazione, quali regole la disciplinino e quale sia la situazione in Italia, in Europa e nel resto del mondo. Riteniamo che queste occasioni di confronto abbiano fornito agli studenti strumenti utili per formarsi un’opinione personale e consapevole, basata su informazioni scientifiche corrette e attenta anche ai rilevanti aspetti etici della tematica». Perché, in fondo, essere informati è parte integrante della responsabilità scientifica.
