I ricercatori, italiani e non, sono da sempre interessati a sviluppare metodi complementari all’utilizzo di animali nella ricerca, nel rispetto del principio delle 3R (ovvero ridurre, raffinare o migliorare e rimpiazzare le cavie).

Proprio una ricercatrice italiana, Manuela Raimondi del Politecnico di Milano, è tra i tre vincitori della prima fase della Crack It Challenge con il progetto CleanCut.

Il progetto del gruppo di ricerca della professoressa primeggia nella “challenge” indetta da NC3R, organizzazione scientifica britannica che ha l’obiettivo di limitare l’uso di animali nella ricerca.

Obiettivo di “CleanCut” è la definizione di un modello sperimentale in vitro in grado di sostituire le prove con animali eseguite per valutare la sicurezza delle cellule staminali umane ematopoietiche – che danno origine alle cellule del sangue – il cui genoma sia stato modificato. Cellule modificate che vengono trapiantate per la cura di patologie del sangue quali anemia falciforme e emofilia.

Con il finanziamento di NC3R, i ricercatori del Politecnico di Milano potranno ora studiare l’effettiva fattibilità della soluzione proposta. Il Politecnico coordina un team multidisciplinare che comprende la Prof. Alessandra Balduini dell Università degli Studi di Pavia, il Prof. Stefano Biffo dell’Università degli Studi di Milano e il Dr. Andrea Brendolan dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Gli ultimi due enti sono anche parte della piattaforma Research4Life.

Prof. Manuela T. Raimondi’s research project is among the 3 winners of the phase 1 of the Crack It Challenge – CleanCut, held by NC3R a British scientific organisation that aims to limit the use of animals in research. https://nc3rs.org.uk/crackit/crack-it-news/700k-awarded-deliver-2019-crack-it-challenges

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