Nelle cellule tumorali dei pazienti risultano alterati i livelli di due piccole molecole di RNA. In cellule in coltura e animali di laboratorio, i ricercatori hanno dimostrato che ripristinando livelli normali di queste molecole la crescita tumorale si arresta

Da alcuni anni la ricerca oncologica è molto interessata al ruolo dei microRNA come possibili agenti diagnostici, prognostici o terapeutici. Si tratta di una famiglia di brevi sequenze di RNA che contribuiscono alla regolazione dell’espressione genica, cioè a determinare se e quando singoli geni devono essere inattivati o attivati e, in caso, con quale intensità. Proprio due microRNA sono stati identificati come nuovi, possibili bersagli terapeutici del tumore del polmone dal gruppo di ricerca coordinato da Gabriella Sozzi, direttrice dell’Unità di genomica tumorale dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. I risultati del lavoro del gruppo, ottenuti grazie all’importante e continuo sostegno di Fondazione AIRC, sono stati pubblicati sulla rivista Molecular Oncology.

Confrontando i livelli di microRNA presenti in tessuti tumorali di pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule con quelli presenti in tessuti sani degli stessi pazienti, i ricercatori hanno osservato l’associazione tra variazioni a carico di due di queste molecole e una prognosi peggiore. “Uno dei due microRNA era maggiormente presente nel tumore rispetto al tessuto sano, mentre l’altro era meno rappresentato” spiega Orazio Fortunato, autore dell’articolo. Il passo successivo è stato provare a ripristinare i livelli fisiologici di queste molecole, usando altre molecole di RNA in grado di inibire il microRNA in eccesso e potenziare quello in difetto. “Lo abbiamo fatto utilizzando sia cellule in coltura sia topi di laboratorio. In questo caso abbiamo lavorato con il gruppo di Mirco Ponzoni dell’Ospedale Gaslini di Genova, specializzato nell’utilizzo di particelle lipidiche (liposomi) per il trasferimento di potenziali RNA terapeutici nell’organismo.”

In entrambi i casi i ricercatori hanno osservato che il ripristino contemporaneo dei livelli di questi due microRNA comporta un arresto sia della crescita tumorale sia della diffusione di metastasi. Per Fortunato questo potrebbe essere il punto di partenza per lo sviluppo di nuove molecole antitumorali dirette in modo specifico contro i due microRNA. Un punto di partenza che sarebbe stato impossibile raggiungere senza la sperimentazione con i topi di laboratorio. “I risultati ottenuti con le cellule in coltura ci hanno sicuramente fornito indizi interessanti, ma per capire se la nostra strategia potesse essere davvero efficace e sicura abbiamo dovuto necessariamente studiarla nei topi. Solo negli animali, infatti, è possibile valutare le interazioni tra un potenziale trattamento e il microambiente nel quale il tumore è inserito, impossibile da ricostruire in cellule in coltura”.

Titolo originale dell’articolo: Co-targeting of miR-126-3p and miR-221-3p inhibits PIK3R2 and PTEN, reducing lung cancer growth and metastasis by blocking AKT and CXCR4 signaling

Titolo della rivista: Molecular Oncology

Data di pubblicazione originale: 09 giugno 2021

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