La relazione sulla sperimentazione animale nel campo della ricerca sulle sostanze d’abuso trasmessa dal ministero della Salute alle Camere nel luglio scorso conferma, a valle di approfonditi studi, quanto la comunità scientifica italiana afferma da tempo: allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, la sperimentazione su modelli animali “in vivo” non è ad oggi sostituibile.

Research4Life ringrazia il ministro Roberto Speranza e il dicastero da lui guidato per aver voluto mettere un punto chiaro su un argomento spesso oggetto di battaglie puramente ideologiche, infondate dal punto di vista scientifico. È importante, soprattutto in un periodo così complesso dal punto di vista sanitario, che le istituzioni abbiano tenuto conto delle istanze provenienti da molti eccellenti ricercatori di tutto il Paese, spesso vincitori di prestigiosi bandi europei e internazionali. I divieti e le restrizioni alla libertà di ricerca che l’Italia potrebbe imporre ai nostri ricercatori con il nuovo anno, più gravosi rispetto alla direttiva europea sulla sperimentazione animale, oltre a svantaggiare gli scienziati italiani impedendo loro di competere ad armi pari con i colleghi europei in vari ambiti del sapere scientifico, sono attualmente oggetto di procedura d’infrazione a Bruxelles.

Oggi il Parlamento, sulla scorta di quanto concluso dal Ministero della Salute nella sua relazione, ha l’occasione di rimuovere questi divieti, fino ad oggi oggetto di “moratoria”, e di riportare la ricerca biomedica italiana su sostanze d’abuso e xenotrapianti d’organo allo stesso livello del resto d’Europa, approvando l’emendamento al Decreto Legge “Semplificazioni” presentato dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo.

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